A 160 anni dall’Unità d’Italia, gli ideali del
passato sono sempre attuali, oggi più che mai.
Il Risorgimento è qui, ora, e tutti ne siamo parte.

Il Museo su Google Arts & Culture

Il Museo Nazionale del Risorgimento insieme a Google Arts and Culture porta online le sue collezioni

Immergiti nelle sale a 360°, esplora la collezione digitale e scopri i tesori del Museo nelle storie.

<p>Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento - Prorogata al 20 febbraio 2022</p>

Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento - Prorogata al 20 febbraio 2022

Prorogata al 20 febbraio 2022. La mostra Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento vuole rendere omaggio alla figura di Anita Garibaldi nel bicentenario della nascita. A partire dall’unicità della sua vita che, ammantata dell’invenzione romantica, è entrata a buon diritto nella mitografia garibaldina, è nato il desiderio di ampliare la prospettiva, volgendo lo sguardo a più figure femminili che hanno contribuito, con modi di essere e sentire diversi, a una nuova definizione del ruolo delle donne nel corso del Risorgimento.

La mostra Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento vuole rendere omaggio alla figura di Anita Garibaldi nel bicentenario della nascita. A partire dall’unicità della sua vita che, ammantata dell’invenzione romantica, è entrata a buon diritto nella mitografia garibaldina, è nato il desiderio di ampliare la prospettiva, volgendo lo sguardo a più figure femminili che hanno contribuito, con modi di essere e sentire diversi, a una nuova definizione del ruolo delle donne nel corso del Risorgimento. Ne emerge una narrazione corale ricchissima, in un arco cronologico che muove dal triennio rivoluzionario, percorrendo tutto l’Ottocento. Ciò è avvenuto attraverso il concorso di figure femminili talora distanti tra loro, divise da barriere di ceto, educazione, linguaggio; altre volte in una sinergia di intenti e ruoli. Venti le protagoniste: oltre ad Anita, ricordiamo Luisa Sanfelice, Giulia Colbert Falletti di Barolo, Costanza Alfieri D’Azeglio, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Olimpia Rossi Savio, Virginia Oldoini Verasis Contessa di Castiglione, Giuseppa Calcagno e la regina Margherita di Savoia.

Nel Corridoio della Camera Italiana sono esposti dipinti, stampe, fotografie dalle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, del Museo Glauco Lombardi di Parma, dell'Opera Barolo di Torino, del Castello di Masino e del Museo del Risorgimento di Milano. Proprio dal l Museo del Risorgimento di Milano arrivano due opere di grande pregio, mai esposte finora a Torino: Anita morente di Pietro Bouvier che rappresenta l’ultimo istante di vita dell’eroina, abbandonata nelle braccia di Giuseppe Garibaldi e il ritratto realizzato da Gaetano Gallino, l’unico ripreso dal vivo e che dunque ci svela il vero volto di Anita.

La mostra si chiude con il video Il vero volto di Anita, a cura della professoressa Silvia Cavicchioli, docente dell’Università degli Studi di Torino che racconta la straordinaria storia dell’unico ritratto dal vero di Anita Garibaldi.

Periodo19 novembre 2021 – 22 gennaio 2022, mar-dom ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17.30), lunedì chiuso

Ingressobiglietto unico mostra + museo 10 euro (previste le consuete riduzioni), gratis per i possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino Piemonte Card

<p>Per l'accesso al Museo è necessario presentare il Green Pass rafforzato</p>

Per l'accesso al Museo è necessario presentare il Green Pass rafforzato

In ottemperanza alle misure previste dal D.L. 221 del 24 dicembre 2021 l’accesso al Museo è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass rafforzato in corso di validità.

I visitatori dovranno pertanto presentarsi al Museo muniti di Green Pass rafforzato in formato cartaceo o digitale che verrà verificato dal personale di accoglienza.

Tali disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi dalla campagna vaccinale per età (minori di 12 anni) e ai soggetti esenti che presenteranno idonea certificazione medica.

<p>“Anita e le altre…in musica e poesia”. Ascolto di musiche e poesie ispirate alle figure femminili presenti in mostra.</p>

“Anita e le altre…in musica e poesia”. Ascolto di musiche e poesie ispirate alle figure femminili presenti in mostra.

Alle protagoniste della mostra è dedicato l’evento “Anita e le altre…in musica e poesia”, in programma sabato 22 gennaio alle ore 15.30.  Nella sala Codici del Museo sarà proposto al pubblico l’ascolto delle musiche e delle poesie ispirate alle figure femminili raffigurate nei dipinti esposti in mostra.I brani in programma sono soprattutto composizioni di Michele Novaro (autore dell’Inno nazionale) che fu particolarmente prolifico nel porre in musica le poesie di poeti patrioti come Giovanni Prati, Francesco Dall’Ongaro, Arnaldo Fusinato e Luigi Mercantini, ispirate all’universo femminile.Saranno eseguiti anche brani strumentali tra i quali la Garibaldi Polka di Paolo Giorza, autore della famosa Bella Gigogin, accanto ad altre composizioni di autori minori come la Margherita Mazurca di L.Ottone, dedicata alla Regina Margherita, che com’è noto era appassionata della chitarra e del mandolino.
Relatore dell’incontro sarà il maestro Maurizio Benedetti, accompagnato dall’attrice Pina Porzio, che leggerà alcune poesie, testimonianze emotivamente coinvolgenti di come la donna sia stata interprete nei modi peculiari della femminilità, dello spirito e della storia del nostro Risorgimento. L’appuntamento è per sabato 22 gennaio 2022 alle ore 15.30, in Sala Codici. 
Prenotazione obbligatoria telefonando al n. 011.5621147
Costo: 12 € a persona; 4 € per i possessori di Abbonamento Musei e altre card turistiche. Il biglietto di ingresso darà diritto alla visita alla mostra e al Museo.
L’accesso sarà consentito solo ai possessori di green pass rafforzato e mascherina FFp2.
<p>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato il Museo Nazionale del Risorgimento</p>

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato il Museo Nazionale del Risorgimento

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato oggi il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Dopo avere aperto le Celebrazioni per i 190 anni del Consiglio di Stato e i 50 anni della legge istitutiva dei Tribunali Amministrativi Regionali, il Capo dello Stato si è recato al Museo dove è stato accolto dal Presidente Mauro Caliendo e dal direttore Ferruccio Martinotti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato oggi il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Dopo avere aperto le Celebrazioni per i 190 anni del Consiglio di Stato e i 50 anni della legge istitutiva dei Tribunali Amministrativi Regionali, il Capo dello Stato si è recato al Museo dove è stato accolto dal Presidente Mauro Caliendo e dal direttore Ferruccio Martinotti. Il momento più importante della visita è stato nella Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, l’Aula in cui si compì il percorso parlamentare che dal 1848 al 1860 portò all’Unità d’Italia, cuore del Museo. Sul tavolo che veniva utilizzato dal Presidente del Consiglio e dai Ministri del Regno di Sardegna ha potuto ammirare l’originale dello Statuto Albertino in lingua italiana e francese, l’Editto di Racconigi del 18 agosto 1831, istitutivo del Consiglio di Statoe altri preziosi documenti storici, richiesti in prestito temporaneo all'Archivio di Stato.

Sergio Mattarella è il settimo Presidente della Repubblica a visitare il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano: prima di lui lo hanno fatto Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.

<p><strong>A Savigliano una mostra su Santorre di Santa Rosa e sui Moti del 1821</strong></p>

A Savigliano una mostra su Santorre di Santa Rosa e sui Moti del 1821

In occasione del Bicentenario dei Moti del '21 che hanno caratterizzato l'Europa subito dopo la morte di Napoleone, si apre a Palazzo Muratori Cravetta la mostra Che mai sarà per noi il 1821? I Moti per la libertà nell’Europa di Santorre di Santa Rosa, organizzata dalla Città di Savigliano in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento.
 

In occasione del Bicentenario dei Moti del '21 che hanno caratterizzato l'Europa subito dopo la morte di Napoleone, si apre a Palazzo Muratori Cravetta la mostra Che mai sarà per noi il 1821? I Moti per la libertà nell’Europa di Santorre di Santa Rosa, organizzata dalla Città di Savigliano in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento.
È dedicata alla figura del nobile sabaudo Santorre di Santa Rosa, nato proprio a Savigliano. Costretto all’esilio dopo la sconfitta dei moti,  Santa Rosa diverrà “rivoluzionario di professione”, partecipando con Lord Byron alla guerra per l’indipendenza della Grecia dal dominio ottomano, e morendo nella difesa dell’isola di Sfacteria. È dunque anche grazie a lui che nasce il mito romantico dell’“eroe rivoluzionario” che passerà da Garibaldi a Che Guevara.
La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino che ha messo a disposizione numerose opere custodite nelle sue collezioni: documenti, manifesti, stampe, manoscritti e dipinti. 
Il progetto storico–scientifico dell’esposizione, a cura del prof. Pierangelo Gentile dell’Università di Torino, prende vita grazie all’articolarsi di una pluralità di linguaggi, che intrecciano la parola scritta con immagini, grafiche, stampe, mappe, virtualità multimediale e percorsi sonori, privilegiando la narrazione rispetto all’esibizione di oggetti e collezioni. L'allestimento è curato e realizzato da Punto Rec Studios, e ha l'obiettivo di mettere al centro del percorso espositivo il coinvolgimento, anche emozionale dei visitatori, portati a rivivere direttamente l’esperienza di un episodio avvincente di storia del Piemonte e dell’Italia. Che mai sarà per noi il 1821? Non soltanto racconta la storia mettendola in scena, ma va alla ricerca dei riflessi che i fatti storici hanno avuto sull’immaginario collettivo.
La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2022, tutti i weekend dalle 10 alle 18.30 e in settimana su prenotazione.

<p>Il Museo è aperto!</p>

Il Museo è aperto!

Il Museo è aperto tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle ore 10 alle ore 18. Venite a trovarci!

<p>Un simbolo<br />
italiano</p>

Un simbolo
italiano

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, sede del primo Parlamento del Regno d'Italia, si trova a Torino, all’interno di Palazzo Carignano, e ospita straordinarie collezioni.

Opera dell’architetto Guarino Guarini, è diventato simbolo del Risorgimento e luogo strategico per l’Unità italiana.

<p>Il Museo non si<br />
ferma</p>

Il Museo non si
ferma

Conferenze, interviste, attività didattiche digitali: il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano non si ferma.

Tante iniziative per rivivere il periodo che ha cambiato la storia d’Italia, ma in tutta sicurezza. Continuiamo a divulgare lo spirito risorgimentale!

<p>Un nuovo Risorgimento</p>

Un nuovo Risorgimento

In occasione dei 160 anni dell’Unità d’Italia, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano rinnova la sua immagine.

Dalla collaborazione con i ragazzi e le ragazze dello IED di Torino è nata una nuova identità visiva, una svolta verso un futuro pieno di proposte. Pronti per un nuovo Risorgimento?

La storia è sempre contemporanea

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